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Cesinali tra Presente e Futuro

Negli ultimi venti anni Cesinali, pur mantenendo le sue caratteristiche di piccolo e tranquillo paesino tra colline e montagne verdeggianti, ha subito varie trasformazioni in linea con l’evoluzione dei tempi.

Gli Alunni della Scuola Secondaria di 1° Grado "E. Cocchia" di Cesinali hanno cercato di osservare con più attenzione il nostro territorio e chi trasforma la tradizione in futuro. Così tutti coloro che ritornano a Cesinali o che vi arrivano per la prima volta potranno apprezzare sia l’aspetto paesaggistico sia quello umano di chi investe sul passato per costruire il futuro, proprio e del proprio paese.

 

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Over the past twenty years Cesinali, while maintaining its characteristics of a small and peaceful village lying between green hills and mountains, has been subjected to various transformations in line with the evolution of time.

The students of "E. Cocchia" Secondary School in Cesinali have tried to observe attentively our territory and those who are currently steering our tradition towards tomorrow. So everyone who returns to Cesinali or whoever comes for the first time is able to appreciate both the remarkable landscape as well as the humanistic aspect of those investing in the past in order to build both their own future together with that of their hometown.

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Storia

Trentadue sono i tigli che danno il benvenuto a tutte quelle persone che giungono dal capoluogo di provincia. Tigli secolari piantati nell'800 che offrono ai cesinalesi ombra e frescura durante il periodo estivo. Cesinali, ridente paesino dell'Irpinia con popolazione di 2600 abitanti, dista soltanto 5 km dal capoluogo di provincia (AV). Il suo territorio era quasi completamente coperto da boschi di castagni che erano chiamati cesine. Quando la popolazione si recava nei boschi a recidere legname si diceva che si andava a "cesinare" in tal modo il verbo "cesinare" diventò il nome della località. Sorse così il nome Cesinare, poi Cesinali. Di quei boschi resta soltanto quello di Monteuovolo: sul quale si ritiene che al tempo dei Romani esisteva un tempietto al Dio Giove, il padre degli dei nella religione pagana per cui il nome fu "Monte di Giove" in latino "mous Jovis" da cui appunto il nome montejovolo o monteuovolo. Cesinali in origine era costituita da un piccolo nucleo di case poi ingranditosi man mano, divenne e per tutta l'età Feudale un casale di Atripalda. La peculiarità del paesino di Cesinali è il viale dei tigli. In origine il viale era una strada angusta soffocata dalle siepi laterali, nell'anno 1900 l'Amministrazione Comunale del tempo prese l'iniziativa di allargarla prendendo gratuitamente il suolo dai proprietari dei terreni e vi piantarono i tigli. Il più giovane risale al 1806 piantato da Don Ignazio de Sanctis, per i difendere i tigli  che dovevano essere tagliati si narra che  i Cesinalesi non esitarono ad affrontare anche il carcere. Cesinali vanta di avere numerosi personaggi illustri appartenenti alla famiglia Cocchia. Infatti si ricorda che Mons. Rocco Cocchia nato a Cesinali nel suo ministero pastorale tra i numerosi viaggi  fatti in Grecia, Turchia, Asia Minore e America Meridionale, nel 1874 fu consacrato vescovo da Pio IX nella diocesi di santo Domingo dove scoprì le spoglie  di Cristoforo Colombo. Tra le tante tradizioni che si sono tramandate di generazione in generazione possiamo annoverare la " Zeza, la Rosamarina e la passione di nostro Signore. La Rosamarina è una particolare forma musicale fatta di canti e balli in onore di San Rocco. E' una tradizione  Pasquale che continua nel tempo e consiste nel portare  suonando e cantando consoni popolari, a tutte le famiglie del paese un ramoscello di pino adornato con un arancio e un cedro e la figurona di San Rocco . La Zeza appartiene alla ritualità connessa al carnevale e rappresenta una sorta di sceneggiata tra la sposa e il marito. La Passione di Gesù risale al 1950 questo spettacolo si svolge la sera del Venerdì Santo all'aperto dove viene inscenata l'ultima cena, il tradimento e il processo, infine la crocifissione. Cesinali, paesino della Valle del Sabato con un'economia prevalentemente agricola, infatti è famoso per le sue nocciole, castagne e il vino Fiano D.O.C.G. prodotto da ben tre cantine del posto.

 

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